“Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis

“Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis

“Calamita Cosmica” di Gino De Dominicis a Foligno, quando arte contemporanea e architettura neoclassica si incontrano

Foligno, 22 gennaio 2014- Tra i contenitori d’arte bellissimi ma fuori dall’ordinario dell’Umbria c’è sicuramente la ex chiesa della Santissima Trinità in Annunziata di Foligno, ‘custode’ di una suggestiva opera d’arte contemporanea: la «Calamita Cosmica» dell’anconetano Gino De Dominicis, scomparso nel 1998.
Costruita tra il 1760 e il 1775 su disegno dell’architetto Carlo Murena, allievo a Roma di Luigi Vanvitelli, la chiesa è rimasta per secoli un’incompiuta fino a quando, dopo il terremoto del ’97, la proprietà passò dal demanio dello Stato al Comune di Foligno che ne ha condotto il restauro in sinergia con la Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, proprietaria anche dell’imponente «Scheletrone». Inaugurato nel 2009 il complesso dell’Annunziata oggi rappresenta il secondo polo museale del Centro Italiano Arte Contemporanea della città della Quintana (CIAC),. Dal 2011 al suo interno ha trovato definitiva sistemazione lo «Scheletrone», scultura che incute rispetto. La sua immobilità e il suo silenzio affascinano e sono ammirabili sia dal piano terra, dove l’opera è distesa supina dall’ingresso all’abside, sia da appositi terrazzi del secondo piano ai quali si accede attraverso un passaggio ad hoc e che offrono una formidabile visione dall’alto. L’opera in vetroresina, ferro e polistirolo, lunga 24 metri e larga 4, occupa tutta la navata, che di metri ne misura 26, e sembra fatta apposta per contenerla. Il cranio, il volume maggiore, è entrato dalla porta principale per 2 soli centimetri di scarto. Forte l’impatto emotivo del capolavoro, considerato una delle testimonianze d’arte più alte del XX secolo.
Dopo Grenoble nel ’90 è stato esposto nel ’96, nella Reggia di Capodimonte di Napoli, quindi a Milano di fianco al Duomo, infine al Maxxi di Roma. Poi, dopo una tournée in Europa, è approdata definitivamente a Foligno. Tratto distintivo, oltre alle dimensioni, il naso a becco che potrebbe essere quello di un uccello. L’asta d’oro che appoggia sul dito medio della mano destra rimanda invece a stelle lontane e come «calamita» appunto, ne attrae le energie. Un’opera suggestiva, sintesi dei temi cari all’artista: spazio cosmico, vita aliena, morte, civiltà primordiali, che ormai ‘vive in simbiosi’ con il suo contenitore.

(Info: Chiesa della Santissima Trinità in Annunziata a Foligno, via Garibaldi 153/a. Apertura: nei giorni venerdì, sabato e domenica con orario 10-13 e 15.30-19. Sito web: http://www.centroitalianoartecontemporanea.com/)

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